STATO PONTIFICIO - 1852

REGNO LOMBARDO VENETO - 1851

REGNO LOMBARDO VENETO - 1866

DUCATO DI MODENA - 1852

GOVERNO PROVVISORIO
DI MODENA - 1859

PROVINCE NAPOLETANE - 1861

DUCATO DI PARMA - 1858

STATO PONTIFICIO - 1859

SARDEGNA IVa EMISSIONE

SICILIA - 1859

GRANDUCATO DI TOSCANA - 1851

REGNO D’ITALIA - 1861

REGNO D’ITALIA - 1863

REGNO D’ITALIA - 1863

n. 19

Maggio 1998
May 1998

VACCARI Magazine on-line

LE FALSIFICAZIONI
DEL GRONCHI ROSA

di Paolo Vaccari

In questi ultimi anni si è letto un po' di tutto sulle falsificazioni del Gronchi Rosa. In alcune riviste estere od opuscoli di Associazioni Filateliche i falsi sono anche stati descritti come falsi dell'epoca, quelli, per intenderci, messi in circolazione con lo scopo di frodare l'Amministrazione Postale! Impossibile in questo specifico caso, in quanto il “rosa” rimase in vendita ufficialmente solo il 3 aprile 1961 (lunedì di Pasqua); poi ... per non creare un incidente diplomatico con il Perù, siccome i confini geografici evidenziati sul francobollo non erano esatti, venne ritirato dalla vendita già dal giorno seguente e riproposto con i confini corretti e colore cambiato in grigio il giorno 6, grazie anche alla grande solerzia e abnegazione per il lavoro dimostrato dal personale dell'Istituto Poligrafico dello Stato, Officina Carte Valori di Roma. Il giorno 6 aprile coincise, appunto, con la partenza del Presidente Gronchi per la visita ufficiale in Argentina, Uruguay (ricordata con i valori da L.170 e 185), e Perù (L.205). La nuova tiratura in grigio, riveduta e corretta, venne applicata - a spese dell'Amministrazione Postale - su gran parte degli aerogrammi speciali e/o buste primo giorno di emissione, in modo da ricoprire l'esemplare “rosa” con i confini sbagliati. Forse chi ha scritto di falsi dell'epoca intendeva riferirsi a quelle buste che hanno un “rosa” falso al posto di quello originale ricoperto dal “grigio”, ma questa è una storia diversa ...!

Le prime falsificazione del "rosa" vennero annunciate dalle riviste filateliche italiane nel 1964/1965; trattavasi di riproduzioni tipografiche eseguite, previa scoloritura, su foglietti di S.Marino Olimpiadi del 1960. Questa falsificazione è facilmente riconoscibile per il tipo di stampa molto grossolano, per la dentellatura che è lineare e per il formato del francobollo che è un po' più grande dell'originale (Fig.2).

Fig.1 - Gronchi Rosa L.205
emesso il
3 aprile 1961

Gronchi Grigio L.205
emesso il
6 aprile 1961

Fig.2 - Falso "S.Marino"

In seguito vennero eseguite diverse altre imitazioni ma tutte facilmente riconoscibili per: (Fig.3)
1) la diversità del colore, che va dal rosa al rosa antico, al rosa lilla vivace e al rosa giallastro;
2) il tipo di stampa che è tipografica e con un retino, quando è presente, molto diverso dall'originale;
3) il formato che non è sempre uguale;
4) la filigrana nella carta che è a volte impressa a stampa;
5) la dentellatura spesso irregolare;
6) la gomma che non è uguale a quella originale.
In questi ultimi anni è apparsa sul mercato una nuova tipologia di falso, denominata “stellato” in quanto la filigrana “stelle” è molto evidente anche al recto (parte stampata), peculiarità abbastanza simile, ma non così evidente, anche negli originali. Le nuove tecniche di riproduzione eseguite con computer e scanner e, in alcuni casi, con stampanti laser, hanno dato la possibilità ai falsari di migliorare la “qualità” del prodotto. Il falso “stellato” è fino ad ora noto in tre tipologie.

Fig.3

Fig.4
Gronchi Rosa L.205
emesso il
3 aprile 1961

1o tipo: (Figg.4 e 5)

a) la stampa è al tratto, perciò manca la retinatura;
b) Africa e Asia risultano unite in quanto non è evidenziato il Canale di Suez;
c) il “tacco” dell’Italia è unito alla Grecia;
d) la Corsica si nota pochissimo ed è unita alla Liguria e alla Toscana;
e) i confini del Perù sono più grandi che nell’originale, tanto da essere più simili a quelli del L.205 grigio;
f) la dicitura I.P.S. Off.Cart.Val. - Roma /1961/R.Mura è molto confusa e in molti casi quasi illeggibile;
g) tutte le diciture nel francobollo, non essendo parte integrante della retinatura in quanto mancante, risultano più impastate rendendo in tal modo più facile la distinguibilità;
h) il colore è violetto scuro anziché rosa lilla;
i) la gomma è meno lucida che nell’originale e può anche far pensare ad una rigommatura del foglio intero;
l) frequenti piccoli punti di colore sul fondo nella parte “oceano”, tali da sembrare quasi piccole isole (le posizioni non sono fisse).

Fig.4 - Originale
particolari
b), c), d)

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolari b), c), d)

Fig.4 - Gronchi Rosa L.205
emesso il
3 aprile 1961

Fig.5 -
Falso 1o tipo

senza retinatura

Fig.4 - Originale
particolari f), g)

Fig.5 - Falso 1o, 2o, 3o tipo
particolari f), g)

Fig.4 - Originale
particolare e)

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolare e)

Fig.4 - Originale
particolare della dicitura come
risulta a forte ingrandimento

Fig.5 - Falso
1o, 2o, 3o
tipo

particolare della dicitura come
risulta a forte ingrandimento

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolare l)

2o tipo: (Figg.4 e 6)

procedimento di stampa tipologicamente come nel 1° tipo con le seguenti modifiche:
b) è visibile il canale di Suez e a fianco del mar Rosso si nota una linea bianca che non è però sempre presente in tutti gli esemplari di questa tipologia;
e) i confini del Perù risultano un po’ ridimensionati;
h) il colore è violetto (un po’ più chiaro che nel tipo 1°);
m) alcuni piccoli aloni chiari con punto di colore al centro sono visibili nelle parti “terrestri”, le posizioni non sono fisse.
Rimangono invariate, come nel 1° tipo, tutte le altre caratteristiche.

Fig.4 - Originale
particolare e)

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolare e)

Fig.6 - Falso 2o tipo
particolare e)

Fig.4 - Gronchi Rosa L.205
emesso il
3 aprile 1961

Fig.6 -
Falso 2o tipo

senza retinatura

Fig.6 -
Falso 2o tipo

particolare m)

Fig.4 - Originale
particolari
b), c), d)

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolari
b), c), d)

Fig.6 - Falso
2o tipo

particolari
b), c), d)

3o tipo: (Figg.4 e 7)

procedimento di stampa tipologicamente come nel 1° e 2° tipo con le seguenti modifiche:
c) il “tacco” dell’Italia è staccato dalla Grecia;
d) la Corsica è visibile e staccata dalla Liguria e dalla Toscana;
e) i confini del Perù sono come nell’originale;
h) il colore è rosa lilla molto simile all’originale;
i) la gomma, leggermente più lucida, ma non come nell’originale, presenta minuscole e diffuse screpolature (visibili almeno a dieci ingrandimenti);
m) i piccoli aloni chiari con punto di colore al centro sono molto più diffusi;
n) particolare curioso, ma non determinante per il confronto: è quasi sempre mal centrato!
Rimangono invariate, come nel 1° tipo, tutte le altre caratteristiche.

Fig.4 - Originale
particolare e)

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolare e)

Fig.6 - Falso 2o tipo
particolare e)

Fig.4 - Gronchi Rosa L.205
emesso il
3 aprile 1961

Fig.7 -
Falso 3o tipo

senza retinatura

Fig.7 - Falso 3o tipo
particolare m)

Fig.4 - Originale
particolari
b), c), d)

Fig.5 - Falso 1o tipo
particolari
b), c), d)

Fig.6 - Falso 2o tipo
particolari
b), c), d)

Fig.7 - Falso 3o tipo
particolari
b), c), d)

Le tre tipologie del falso “stellato”, le uniche che potrebbero a prima vista trarre in inganno, vennero stampate con due passaggi di inchiostro, il primo con il colore di base e il secondo solo con le parti più scure: diciture, Italia, Perù ed alcune parti dell’aereo. Nel 1° e 2° tipo le parti più scure dell’Italia, del Perù e dell’aereo non sono perfettamente sovrapposte al colore di base, tanto da rendere ben visibile, anche senza l’ausilio di una lente, il cosiddetto “fuori-registro”.

Fig.7 - Falso 3o tipo
particolare m)

La stampa di questi falsi è stata eseguita su fogli di carta originale, opportunamente scoloriti dalla stampa di altri francobolli, con filigrana stelle del primo tipo mostrante la stessa graduale inclinazione presente in quella del Gronchi Rosa. Questa non facile procedura, che può essere effettuata con vari metodi, alcuni dei quali idonei a non alterare la gomma al verso, ha però reso più evidente la filigrana sul recto; da questo particolare il nome “stellato”.
Non ho volutamente indicato altri piccoli particolari di riconoscimento presenti nei tre tipi, che meritano di essere presi in esame più dettagliatamente, in quanto ritengo che quelli elencati siano più che sufficienti per una facile identificazione dei falsi dagli originali anche da parte di persone “non addette ai lavori”. Chiunque - in buona fede - può distinguerli dagli originali, anche se l’ultima “produzione”, il 3° tipo, risulta migliorata rispetto al 1° e 2°, pur mantenendo inalterata la metodologia di stampa indicata alla lettera “a”, che è determinante. Volendo tranquillizzare i collezionisti, si può affermare che anche con i più sofisticati sistemi di riproduzione digitale di cui oggi possono disporre i falsari, non si riuscirà mai ad eguagliare gli originali; ci saranno sempre dei particolari che non potranno essere rifatti uguali in quanto la tecnologia di riproduzione non è la stessa che venne usata nel 1961. D’altronde la storia su tutti i falsi filatelici - e non solo - lo insegna: anche quando era possibile riprodurli con gli stessi mezzi usati per stampare gli originali, i falsi sono sempre stati scoperti. È infatti impensabile che i falsari, volendo ottenere di più e meglio, siano oggi in grado di stampare con i procedimenti e le materie prime adottate nel 1961: macchinari per la riproduzione delle incisioni e per la stampa, carta, colla, inchiostri, perforatori e quant’altro utilizzato allora non è più disponibile con le stesse caratteristiche.

In questi ultimi tempi il prezzo del “Gronchi Rosa” si è molto ridimensionato: attualmente lo si può acquistare - sicuramente autentico, di buona o ottima centratura e con gomma integra - a prezzi aggirantesi intorno a 2.000.000 di lire o poco più. La diminuzione di prezzo che ha ingiustamente subito va imputata all’allarmismo che è stato diffuso per la messa in circolazione, da parte di personaggi con pochi scrupoli, dei falsi qui descritti. Non si deve però credere che gli esemplari offerti a cifre molto superiori siano gli unici autentici e perfetti in circolazione, lo sono come quelli proposti a prezzi inferiori e più aderenti alla realtà attuale del mercato, in linea anche con i più recenti realizzi nelle vendite all’asta, anche in quelle più qualificate.